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Foligno, 21 maggio 1979

Eccomi, dopo circa dieci giorni sono riuscito a trovare il tempo per scrivere, non ho avuto tregua, anzi non me l’hanno data. Mi si stanno chiudendo gli occhi perché sono molto stanco, questa volta hanno veramente superato il limite e mi hanno spremuto come un limone e poi battuto come uno straccio. Non solo me, ma anche i miei amici ci siamo accorti che ci hanno usati come non fossimo nemmeno degli esseri umani. Io sinceramente non ne posso più sia per lo stress fisico sia per le pressioni psicologiche che ci hanno fatto e che ci fanno ancora. Sempre di corsa, Depetroni di qua, Depetroni di là, c’è sempre da lavorare.  C’è poi la stanchezza che non ti da là lucidità e la prontezza: ogni volta che ci si siede ci si addormenta ! Ieri mi sono addormentato a Roma su un gradino appoggiato al muro di una casa vecchia poco distante dal Foro, poi mi sono fatto 4 ore di viaggio nel cassone di un camion e cosa ho fatto ? Mi sono disteso sul legno del fondo del piano di carico, nella polvere ed ho cercato di dormire. Ogni minuto è prezioso. Accanto a me Giancarlo suona la chitarra, ecco come passiamo le giornate, aspettando che le ore passino, ascoltando una canzone che parli di cose belle cioè quello che dentro di noi desideriamo, che speriamo che poi è concentrato in questi pochi momenti di pace in qualche sera come questa. Adesso non ho voglia di andare a dormire, ho voglia di parlare e così prenderò lo sgabello ed assieme a qualche altro di noi parlerò, poi scherzerò magari mi farò una risata. Sicuramente salterà fuori una bottiglia e così termineremo bevendo un bicchierino alla “stellina” che piano, piano si sta avvicinando. Giancarlo suona la chitarra ed io vorrei fermare il tempo ora che ho un momento di libertà.

Domani c’è il giuramento dei “pistri”è un clima incredibile, frizzante, allegro: tutti aspettano le ragazze e le famiglie. Sono contento per loro, anche perché siamo diventati amici e credimi fa piacere vedere un amico felice. Siamo tutti incredibilmente uniti da un sentimento sincero dovuto magari alle circostanze, ma sicuro che è vero, me ne rendo conto dalla sincerità e dalla schiettezza con cui si parla. E’ sparito il tempo in cui i giovani venivano terrorizzati dagli anziani e sono contento di aver contribuito a far cadere il mito del “nonno cattivo”, mi sono impegnato e così ho la gioia di essere considerato (parole loro) “uno fra i più umani e gentili”. E’ una conquista e ne sono felice, così ora ho ritrovato quell’equilibrio e quel modo di fare che non vedevo in me da mesi.  Domani dato che alcuni giovani non hanno ricevuto nessuna visita, li porto fuori con me per passare una serata allegra purtroppo senza le famiglie e le ragazze ma in amicizia.

Anche l’altra sera siamo usciti tutti assieme e siamo andati ad Assisi a cenare. Non ti dico che baldoria, prova ad immaginare 18 forsennati che non hanno altra voglia che di evadere, di ridere un po’. Be’ Assisi ha tremato, tu mi conosci quando sono in “vena”ecco, quella era la sera adatta. Al ritorno abbiamo pure rischiato di “cappotarci” con la macchina, causa una “risata”, ma nessuno ci ha fatto caso, quando si è giovani come noi tutto è concesso. Domani voglio che si divertano pure loro anche perché sono sicuro di un permesso per rientro almeno entro le tre di notte. Si può andare lontano da questa SAUSA per dimenticarla almeno nel giorno del loro giuramento.

Mi sono fatto quattro mesi ma mancano meno di quattro settimane perché tutto ciò sia finito, niente più addii alla stazione.

 

Foligno, 4 giugno 1979

Mi trovo a Perugia nella zona periferica a fare la guardia ai seggi assieme ad altri cinque miei colleghi e due Carabinieri. Ci troviamo alloggiati in una scuola media moderna esattamente nella III F. Il nostro lavoro consiste durante il giorno di indirizzare la gente ai seggi e trattenere eventuali pacchi e le borse delle donne, poi di notte dobbiamo, a turno, girare attorno alla scuola con il fucile carico a tracolla. Ci hanno avvertito di stare all’erta in quanto sembra che ieri notte qui a Perugia ci sono stati ben due attentati, uno dei quali proprio nel nostro rione (sono però voci che mettono in giro per farci stare attenti). Non bisogna temere in quanto il giardino è ben riparato dall’esterno e poi di notte qualsiasi movimento viene notato anche a distanza per cui mi trovo in una botte di ferro anche se Perugia è più rossa del sangue che ho nelle vene. Penso che in questa scuola l’unico voto che il MSI riceverà sarà il mio e con ciò mi sembra di aver detto molto. Non pensavo che stare ai seggi fosse così divertente, il tempo passa velocemente e si è molto liberi anche di girare per la città, infatti ogni tanto facciamo irruzione in qualche bar, vestiti come se fosse scoppiata la guerra, semplicemente per prendere un caffé e non dico che faccia fa la gente quando ci vede così, sono sbigottiti e mormorano. Poi noi ci divertiamo a perquisire la gente che viene a votare, solo le borse delle signore e ci troviamo le cose più strane e insensate che ci siano. Per esempio oggi è arrivata una donna, che abbiamo subito identificato come una di quelle, alla quale abbiamo trovato perquisendo la borsetta un pacco di preservativi. Se non ci siamo piegati in due dal ridere è poco, poi un’altra, una ragazza gli abbiamo trovato un paio di mutandine. Non si pensi male di noi anche se siamo parecchio matti. Io poi mi comporto bene con la gente e non ho mai avuto atteggiamenti da militare. Dirò che la gente ci ha accolto parecchio bene, infatti siamo sempre assediati da giovani che vengono a chiacchierare ed a portarci qualche gelato. Particolarmente simpatici siamo riusciti alle scrutatrici che poi sono pure delle ragazze carine ed io come gli altri parliamo molto con loro ed abbiamo familiarizzato parecchio. Io gli racconto del mare, delle gite in barca e di cosa si prova quando si vive intensamente. Dicono che le cose che racconto sono troppo belle tanto da sembrare favole, ma quando si è sereni si riesce a trasmettere il meglio di se e tutto sembra migliore di com’è.     

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