Lettere da Foligno (immagini 94° A.U.C. alla S.A.U.S.A.) (7)
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- Scritto da Mauro Depetroni
- Pubblicato: 04 Aprile 2020
Foligno, 7 giugno 1979
Sono tornato questa sera dalle manovre. Che esperienza, veramente unica, entusiasmante ed indimenticabile. Sebbene fossi partito già fisicamente stanco, mi sono divertito tantissimo. Siamo partiti quando il sole non era ancora sorto, eravamo quasi venti camion con i pezzi attaccati dietro, con i fari accesi e noi nel cassone. Non è molto agevole viaggiare nel cassone di un camion, sia perché è scomodo sia perché ci respiri tutti i gas di scarico e la polvere alzata nelle strade bianche. Quattro ore su strada ed una per i campi in queste condizioni. Quando siamo giunti a Monte Romano faceva già un caldo infernale ed erano le nove o poco più, per fortuna quando siamo scesi ci hanno fatto togliere la giacca, così ci siamo limitati a qualche scottatura ma non a congestionarci. Scesi dai camion dopo aver fatto una rapida colazione abbiamo iniziato a scaricare la batteria sulla linea di fuoco di sei obici, più dietro il posto comando e più distante le munizioni. Abbiamo lavorato fino a mezzogiorno poi abbiamo mangiato la razione “K” cioè il pasto da combattimento, scatolette e gallette con acqua della borraccia, uno schifo ma visto che bisogna giocare alla guerra facciamo le cose per bene. Ore 14 “Anna pronta per il fuoco” (Anna è il nome della batteria), io stringo nervosamente la granata tra le braccia come fosse una creatura, devo trattarla bene, ogni disattenzione potrebbe costare cara. Attorno a me il silenzio, tutti aspettano gli ordini dell’SCB (Sottocomandante di Batteria). Nulla, passa mezz’ora, il caldo è torrido ed io sono sudato ma ho appoggiato lo strumento di morte delicatamente per terra e mi diverto a fare fotografie. Poi un ordine del PC (Posto Comando) “Serventi ai pezzi!” in silenzio, con una velocità sicura, ci disponiamo ai nostri posti di combattimento. È l’ora, sono giunti i dati per colpire “ALFA” (l’obiettivo): sito, alzo, direzione ! Minacciose le bocche da fuoco si alzano verso l’orizzonte, io mi metto i tappi di cera nelle orecchie ed aspetto il comando che mi farà mettere in pratica cinque mesi di corso e di sofferenza. Eccolo, Caricate ! velocemente corro con quel peso di ferro verso il pezzo e con una mossa decisa e calcolata inserisco il tutto nell’otturatore. “Pezzo Pronto”, mi metto in ginocchio come prescritto dietro la coda di sinistra poi l’agognato “FUOCO !”. Il capo pezzo si getta per terra, il puntatore di sinistra schiaccia la leva: Una fiammata poi il botto ed il colpo è partito. Mi asciugo il sudore poi per due ore spariamo come dei forsennati. Siamo scottati dal sole, ho le mani piene di tagli e nelle narici l’odore della polvere da sparo ma dentro di me c’è un grido che sento sta per uscire. L’86° colpo è partito :”E’ FINITA !”, un grido che esce da cinquantun gole, ci abbracciamo, gettiamo i cappelli in aria, tutti gridano ubriachi di gioia. È finita. C’è l’abbiamo fatta “VIVA LA STELLA”. Volano le magliette, a torso nudo si lavora meglio, siamo ragazzi provati da tante fatiche, privazioni, ingiustizie e sofferenze ma siamo felici, ci aspetta la casa, l’amore come stiamo sognano da tantissimi mesi. È finita ! uno mi grida “complimenti sottotenente Depetroni” e per poco non mi metto a piangere a sentirmi chiamare così, c’è l’ho fatta mi sembra di vedere già Trieste. Ho già dimenticato le notti fredde, la pioggia, le interminabili ore su una panca in un camion, i rimproveri degli ufficiali che mi richiamavano all’attenzione durante le ore di lezione “Depetroni, lei dov’è con la testa ?”
Ora mi trovo in una chiassosissima aula, poco fa abbiamo espresso tutti le preferenze per le destinazioni che dovremo raggiungere tra meno di un mese. Io ho chiesto Udine, Tolmezzo e Pontebba, infatti andrò in uno di questi posti. Ora ci stanno dando le ultime raccomandazioni per l’ordine pubblico di questa domenica in quanto di nuovo saremo a Perugia per il servizio ai seggi. È una fortuna perché così almeno passiamo il tempo in un modo migliore infatti questi ultimi giorni in caserma sono una cosa pazzesca da sopportare.
Foligno, 21 giugno 1979
Come sempre anche oggi scrivo da uno dei posti più disparati che si possono trovare da queste parti. In cinque mesi ho scritto: al freddo, seduto sulla finestra, di notte con la candela oppure dal deposito automezzi, dalla polveriera, da Roma, da Bracciano da Perugia ed ora dall’ufficio del Capo Posto (che è in sostanza il braccio destro dell’ufficiale di picchetto). È un posto strano dal quale si domina il passaggio di tutte le persone in caserma, c’è una finestra che dà sulla strada e sul giardino antistante il portone. È una giornata meravigliosa, calda, un vero invito a vivere, un invito che accolgo e cerco di attuare nel migliore dei modi, anche oggi che sono limitato nella mia libertà. Voglio vivere, correre, parlare, mi sento fortissimo. Ogni sera adesso con questo tempo vado per un paio d’ore a fare ginnastica assieme ad un gruppetto di ragazzi della mia batteria, mi diverto un mondo, facciamo le gare di corsa, poi ci buttiamo sull’erba a torso nudo per prendere il sole. Poi capita sempre quello che prende la pompa dell’acqua è ci annaffia tutti ma è una cosa simpatica e si finisce con l’essere tutti bagnati. Poi si gioca a tennis, ci si sfida e ci si prende in giro oppure si va in palestra a misurare la propria forza con i pesi. Ci si diverte un sacco ed infine si finisce sotto la doccia nella quale siamo uno addosso all’altro perché l’acqua calda c’è né sempre poca così mentre uno s’insapona l’altro si lava e così via. Così passano i giorni tra un servizio e l’altro ma ormai non rifacciamo più caso. E' FINITA ! ci siamo abituati a dormire poco anzi più che poco, da ogni parte e nei luoghi più strani, ad esempio ieri sera mentre a Perugia aspettavamo che venissero a prenderci di notte, ci siamo messi a dormire per terra davanti alla scuola dei seggi. Per terra ? si, come i barboni ma assicuro che ci si addormenta subito e si dorme pure bene.
Ora vado a montare di guardia per l’ultima volta, tra pochi giorni tornerò a Trieste!
Trieste, 1 marzo 2010
Il 94° Corso A.U.C. terminò alla S.A.U.S.A. di Foligno il 26 giugno 1979.
Dopo la licenza di trasferimento di 15 giorni venni assegnato come
Sottotenente alla Brigata Alpina Julia presso il Gruppo di Artiglieria da
Montagna "Udine" a Tolmezzo nella Caserma Cantore ove svolsi il servizio di
prima nomina inizialmente alla 18^ Batteria e poi nella 34^ . La fidanzatina
alla quale scrivevo da Foligno non volle seguirmi nei successivi 10 mesi e
preferì lasciarmi solo con i miei Artiglieri ed i Muli. Con i miei colleghi
del 94° Corso oggi ancora dopo tanti anni ci sentiamo costantemente, ci
frequentiamo e quando possibile cerchiamo di ritrovarci assieme non per
nostalgia ma per quella profondissima amicizia che ci ha legato a Foligno
nel lontano 1979. Ed è proprio ai miei cari amici del 94° sono dedicate
queste pagine tratte dalle mie "Lettere da Foligno" .
94°: divided, but always united !
