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Foligno 2 febbraio 1979

Ieri avevo passato una giornata molto brutta sia psicologicamente sia dal punto di vista fisico, non stavo bene, avevo un mal di gola pazzesco, frutto di quella maledetta influenza che  non mi vuole passare in nessun modo. Nelle camerate è tanto umido che al mattino le coperte e le lenzuola sono bagnate, io mi sveglio sempre con il mal di gola anche se sono molto coperto, perché dormo con la maglia di lana, i “mutandoni” dell’esercito sempre di lana (quelli bianchi che ti arrivano fino alle caviglie), il pigiama, i calzettoni da sci ed il passamontagna in testa.

Ti devo lasciare un istante, ora vado a fare la puntura, ci sentiamo più tardi.
AIA che male, mamma mia quanto punge accidenti. Insomma la puntura non è nulla, te la fanno sul petto e finisce li, ma i guai incominciano adesso, giramento di testa, sintomi di mancamento, il petto tira, le gambe che non tengono. AIA ! Giapietro è svenuto scendendo le scale, che impressione. A me hanno centrato una venuzza e mi esce sangue. AIA, che male ! Comincia ad essere dura la vita a Foligno. E’ tutto diverso da quello che succede in una caserma normale, quelli che sono a Trieste non fanno nulla rispetto a noi, che lavoriamo, studiamo come mai dalla mattina alla sera. Qui c’è una disciplina incredibile, una cosa mai vista, bisogna stare diritti ed è proibito commentare qualsiasi cosa, poi, quando si esce bisogna essere almeno in tre, quando s’incrocia un ufficiale devi salutarlo guardandolo fisso negli occhi con lo sguardo più incazzato che puoi e per fare ciò vorrebbero insegnarti ad essere cattivo facendoti le peggiori angherie e trattandoti come una pezza da piedi. Quando vedono che uno è triste lo riprendono, perché i montanini non devono esserlo, quando sei allegro invece ti fanno fare dei servizi in più per toglierti il sorriso. E’ dura, non credevo fosse così, nemmeno potevo immaginarlo. Poi la nostra dicono sia una delle caserme più dure d’Italia, perciò puoi immaginarti il trattamento che si subisce. Sto sempre peggio, ora non riesco a muovere il braccio sinistro e mi fa tanto male la testa. Maledetta puntura !

 

Foligno, 3 febbraio 1979

Oggi sto meglio e mi sento particolarmente di buon umore. Ieri invece dopo la puntura ho cominciato a sentirmi male, mi girava la testa finché alle sette mi sono messo a letto con trentanove di febbre. E’ una cosa normale, niente paura è la semplice reazione della prima puntura al petto, prima, perché tra un mese ce ne fanno un’altra, dicono con la dose doppia, comunque a me non dovrebbe fare più male in quanto la reazione l’ho avuta adesso. Qui più o meno siamo tutti  rincretiniti ed io come gli altri ho la tetta sinistra grandissima e sensibile ad ogni movimento. Dicevo che stamani mi sentivo bene perciò mi sono offerto volontario per i servizi e mi hanno messo a fare il  piantone di camerata. E’ stata una bella mossa perché ho scoperto che essendo oggi sabato è considerato festivo pertanto il punteggio dei servizi raddoppia rispetto ai giorni feriali. Durante i servizi ho lavato tutte le camerate, ho pulito i gabinetti e questa sera distribuirò la cena. Sono contento perché così lavorando il tempo passa più velocemente. Poi da lunedì comincia la guardia muli ed io mi metterò volontario pure lì in quanto più servizi fai più probabilità hai di avere una licenza.

 

Foligno, 6 febbraio 1979

… l’unica cosa che non mi vuol passare è il mal di testa che a sua volta mi è dato dal mio eterno raffreddore. Sono andato in infermeria e mi hanno detto che è sinusite, cosa abbastanza comune in questa caserma viste le condizioni nelle quali ci fanno vivere.

Domani facciamo la cosiddetta marcia della penna, quella della quale avevo raccontato qualche lettera fa. Ci fanno alzare alle sei (sob !) e con lo zaino in spalla “andiam sulle montagne”. Le stelle alpine però credo no si trovino da queste parti, ma te le prometto non appena mi assegneranno al corpo che probabilmente sarà Tolmezzo.

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