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Scipio Secondo Slataper

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Nato a Roma il 26 gennaio 1915 è figlio dello scrittore e patriota triestino Scipio Slataper, il poeta del Carso e direttore della fiorentina La Voce che tanto profondo segno ha inciso in tutta la cultura italiana, caduto sul Podgora nel 1915.

Laureatosi in ingegneria industriale nell’Università di Roma, fu ammesso nel 1939 alla Scuola Allievi Ufficiali di Artiglieria della specialità alpina di Brà.

Nominato sottotenente nell’aprile del 1941, fu destinato all’Arsenale di Torino. Dopo aver chiesto insistentemente di essere trasferito a un Reparto combattente, venne assegnato nel giugno successivo al 3° Reggimento Artiglieria Alpina dislocato in Grecia.

Rimpatriato con il Reggimento ed assegnato al Gruppo “Udine”, nell’agosto 1942 partiva per la Russia.

Alla sua memoria veniva decretata la Medaglia d’Oro al Valor Militare con la seguente motivazione:


“Ufficiale addetto ai collegamenti di un Comando di Reggimento di Artiglieria Alpina, dislocato in un osservatorio avanzato sul Don, attaccato improvvisamente da una pattuglia avversaria, balzava alla testa di pochi artiglieri e, sotto violento fuoco, costringeva il nemico a precipitosa fuga. Benchè ferito al capo da una scheggia di bomba si lanciava all’inseguimento, riuscendo a catturare un ufficiale e quattro soldati e, rientrato nelle nostre linee, rimaneva con i suoi uomini per condividerne la sorte. Successivamente partecipava ad una estenuante ed epica fase di ripiegamento, durante la quale lo si vedeva sempre alla testa dei superstiti artiglieri che trascinava con l’esempio a lotte corpo a corpo, per rompere l’accerchiamento del soverchiante nemico. Nemmeno la rottura di un braccio, provocata da un colpo di mitragliatrice, stroncava il suo slancio. In un estremo combattimento, superando con la virtù indomita dello spirito lo strazio del corpo ormai esausto, riusciva ad azionare una mitragliatrice rimasta senza serventi. Nel disperato tentativo di arrestare ancora una volta il nemico irrompente, scompariva nella mischia.

Fulgida figura di soldato, fedele alle tradizioni di italianità della sua famiglia e della gente triestina.”

 

Golubaja-Postojaly-Nowo Georgiewki-Novo Postepolewka (Russia)
16 dicembre 1942 – 21 gennaio 1943

 

 

 

Ultimo aggiornamento Sabato 16 Gennaio 2010 10:26