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Alessandro Tandura

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Alessandro-TanduraPochi mesi fa il comune di Paese (Treviso) ha cancellato il nome della via Palmiro Togliatti e l'ha ribattezzata via Alessandro Tandura, una Medaglia d'Oro al V.M. della Prima Guerra Mondiale.
Chi era costui?
Nato a Vittorio Veneto il 17 settembre 1893, basso di statura (diceva sempre di essere alto due centimetri più del Re!), ma di grandi sentimenti patriottici, Alessandro Tandura si arruolò volontario nell'Esercito Italiano, in fanteria, nel settembre del 1914. All'inizio di luglio 1915 in un combattimento sul Monte Podgora venne gravemente ferito ad un braccio. Pochi mesi dopo tentò di tornare al reparto, ma i medici lo rimandarono in ospedale, dove restò fino al maggio del 1916.
Tornato finalmente in servizio, frequentò il corso Aspiranti Ufficiali e divenne Sottotenente di Complemento. Ottenne la Medaglia di Bronzo la Valor Militare nella battaglia di Castagnevizza nell'estate del 1917.
Subì un nuovo ricovero in ospedale da dove uscì nel dicembre del 1917. Rinunciò ai sei mesi di convalescenza che gli erano stati prescritti, ma, a causa delle sue precarie condizioni di salute venne assegnato a compiti di retrovia, cosa che il suo ardente spirito gli impediva di accettare. Alla fine riusci a farsi assegnare al Reggimento d'Assalto "Fiamme Nere" con il quale partecipò valorosamente alle battaglie del Basso Piave benché non fossero ancora passati i postumo della recente malattia.
Durante un temporale nella notte tra il 9 ed il 10 agosto 1918, da un biplano scassatissimo e rabberciato alla meglio, si lanciò col paracadute nella zona di S. Martino di Colle Umberto (TV) dietro le linee nemiche per raccogliere informazioni sulla consistenza ed ubicazione delle truppe austro-germaniche. Da lì si trasferì rocambolescamente a raggiungere Vittorio Veneto, sede del comando della VI Armata austriaca, vivendo in una grotta.
Messosi in contatto con ufficiali italiani infiltrati in occasione di tentativi precedenti ed aiutato da familiari e conoscenti incluso un austriaco di etnia italiana addetto al Comando tappa di Vittorio Veneto, riuscì a raccogliere molte importanti informazioni da trasmettere al Comando Supremo tramite i piccioni viaggiatori che erano stati paracadutati assieme a lui in apposite gabiette.
Il gruppo di Tandura compì anche azioni di sabotaggio che contribuirono non poco alla successiva avanzata dei nostri soldati.
Per due volte fu catturato dagli Austriaci e sempre riuscì a fuggire. La seconda volta fuggì lanciandosi dal finestrino di un treno in corsa e finendo privo di sensi in fondo ad una scarpata. Ripresi i sensi dopo un paio di ore riuscì a mettersi in salvo rientrando nelle linee italiane.
Dopo la guerra, nel 1922 Tandura passò nel servizio permanente effettivo come ufficiale del 7º Rgt. Alpini e nel 1924 partì volontario per l'Africa Orientale (21° Btg. Indigeni eritreo-misto).
Nella sua carriera militare fece incetta di decorazioni:
- 2 Medaglie d'Oro al V.M.
- 4 Med. d'Argento al V.M.
- 3 Med. di Bronzo al V.M.
- 5 Croci al Merito di Guerra
- 1 Croix de Guerre belga
- 1 Med d'Arg. al Val. Civico
Morì a Mogadiscio il 29 dicembre 1937.


Così scrisse di lui il Capitano inglese Wedgwood Benn nel suo libro di memorie di guerra: "Non ho mai visto un uomo più coraggioso di questo piccolo (Alessandro Tandura non raggiungeva il metro e 60) soldato italiano, il più valoroso soldato del mondo".

Ultimo aggiornamento Sabato 22 Ottobre 2016 08:37  

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