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Cenni storici

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     La fondazione della Sezione di Trieste risale ad una riunione la sera del 26 gennaio 1922 nella sede del CAI – Sez. Alpina delle Giulie. I convenuti, Alpini reduci della Grande Guerra cui avevano partecipato come volontari irredenti (consci che, essendo sudditi austriaci, se catturati, sarebbero stati considerati traditori ed impiccati come Battisti e Filzi), e quasi tutti partecipanti all’impresa fiumana di D’Annunzio, eleggono il primo Presidente della Sezione nella persona del cav. Alberto Zanutti. Il giornale “L’Alpino” ne dà notizia il successivo 5 febbraio.  
Anche Fiume, annessa al Regno d’Italia nel 1924, si organizza e, sotto la direzione del volontario di guerra Cesare Conighi, diviene il primo Gruppo della Sezione di Trieste nel giugno del 1929.
Si arriva così al 1930, che è l’anno della prima Adunata a Trieste, ma è anche l’anno che vede la costituzione di due importanti Gruppi della nostra Sezione: quello di Monfalcone e quello di Postumia. Il Gruppo di Monfalcone, con il Capogruppo Gino Franz e poi Carlo Marini, aumenterà ben presto di consistenza fino a diventare nel 1934 “Sottosezione di Trieste” e formare un proprio Gruppo a Ronchi dei Legionari con Capogruppo Davide Bulian.
 Il gagliardetto del Gruppo di Postumia (Capogruppo dott. Ettore Faccio) viene consegnato il 9 novembre 1930 nel corso di una bella cerimonia  cui partecipano numerosissimi Alpini delle Sezioni di Trieste e di Udine, alla presenza delle massime autorità civili e militari di Trieste.
Neanche due anni dopo, il 10 giugno 1932, grazie all’opera appassionata del cap. Antonio De Prato, un nuovo Gruppo viene ad arricchire la nostra Sezione: quello dell’italianissima Zara. Sul suo gagliardetto donato dalla Sezione madre spicca lo stemma del Leone alato della Serenissima.
Nel 1935 De Prato parte volontario per la Guerra d’Africa e viene sostituito dal s.Ten. Italo Trigari alla guida del Gruppo zaratino. 
Arrivano le sanzioni della Società delle Nazioni, gli Alpini dei nostri Gruppi rinunciano ai “ranci speciali” come segno di solidarietà con la Nazione; ma il segno più evidente è dato dalla partenza di volontari e richiamati. Con la fine della guerra d’Africa e la proclamazione dell’Impero riprende in pieno l’attività. Il 4 luglio 1936 il Gruppo di Zara accoglie una folta delegazione della Sezione di Roma giunta via mare da Ancona. Il 12 a Trieste ha luogo un grande raduno della Sezione con tutti i suoi Gruppi. In novembre un’altra riunione di Sezione e Gruppi. Questa volta i festeggiati sono i primi reduci d’Africa.
Il 3 ottobre 1938 nasce il Gruppo di Duino Aurisina, anzi il Plotone Duino Aurisina, come vuole il nuovo ordinamento: l’Associazione Nazionale Alpini adesso si chiama 10° Reggimento Alpini, le Sezioni diventano Battaglioni ed i Gruppi diventano Plotoni. Il primo Capogruppo di Duino Aurisina è il cap. Virgilio Brovedani.
 La Ventesima Adunata Nazionale si tiene a Trieste nel 1939 mentre in Spagna sta finendo la guerra civile. Il Battaglione Trieste è in lutto: il 3 gennaio è caduto eroicamente in Spagna l’Alpino triestino dott. Mario Grambassi, notissimo giornalista di Radio Trieste con lo pseudonimo di Mastro Remo. E’ un’Adunata un po’ in scala ridotta. C’è aria di guerra in Europa, mancano mezzi di trasporto e mancano molti Alpini che sono stati richiamati. L’Italia è impegnata nell’invasione dell’Albania, e l’Adunata inizia il 15 aprile proprio mentre a Roma il Parlamento approva il decreto-legge con il quale il Re Imperatore assumerà anche la corona d’Albania.
Nel 1940, all’inizio di giugno, la Sezione/Battaglione di Trieste con i suoi Gruppi/Plotoni partecipa all’Adunata Nazionale a Torino.
Poi viene la guerra. Trieste perde tanti suoi Alpini che cadono sui vari fronti, e perde tutti i Gruppi. Il 20 settembre 1943, con un verbale firmato dal Presidente Ulrico Martelli e dal suo Vice Renato Timeus, viene sciolta la Sezione. Quando rinascerà nel dopoguerra, la Sezione si troverà arricchita solo di tante Medaglie al Valor Militare ad adornare il vessillo, ma i Gruppi sono persi per sempre.
Sono cinque gli Alpini che nell’autunno del 1947 si riuniscono per rimettere in piedi la Sezione: Dall’Anese, Vitas, Tomasi, Finzi e Furlani, a cui si affiancano subito Timeus e Sindellari. I tempi sono duri e solo un anno dopo, con l’elezione del Consiglio Direttivo, la Sezione di Trieste si può dire finalmente viva ed attiva. Ma Trieste, sotto dominazione militare anglo-americana, non è ancora ricongiunta con la Madrepatria. Bisognerà attendere ancora altri anni, ed altro sangue sarà versato prima della nuova redenzione. Il 26 ottobre 1954 finalmente il tricolore sventola sui pili in Piazza Unità d’Italia.
 Nell’aprile del 1955 Trieste accoglie l’Adunata Nazionale degli Alpini in un tripudio di folla, e dieci anni dopo (1965) nuovamente gli Alpini si radunano nella nostra città. La sede della Sezione si trova, assieme a tutte le altre Associazioni d’Arma presso la Casa del Combattente in Piazza Oberdan. Una sede troppo angusta per le esigenze dei molti Alpini triestini che la frequentano: un’unica stanza e neppure molto grande. Dopo la riunione del martedì si va a cena al ristorante, ma sono pochi quelli che se lo possono permettere.
 Nel 1976 assume la presidenza il prof. Egidio Furlan, decorato reduce di Grecia ed Iugoslavia, fino dall’inizio del suo mandato fonda il giornale sezione “L’ Alpin de Trieste” (sotto la direzione di Lionello Ferluga e successivamente di Dario Burresi) e dà il via ai lavori per la nuova sede in Via Cassa di Riparmio, risistemando una soffitta presa in affitto.
Grazie all’assiduo lavoro degli Alpini triestini, coordinati dall’indimenticato segretario e factotum Mario Giacopelli, la soffitta diventa una splendida baita, con sala col caminetto, uffici e cucina. Ma i lavori vengono interrotti nel maggio di quello stesso anno: tutta la Sezione è ora impegnata nel cantiere di Attimis per l’assistenza e la ricostruzione del Friuli terremotato.
 Alla presidenza della Sezione, dopo Furlan, si succedono Aldo Innocente (attualmente Consigliere Nazionale) e Gianpiero Chiapolino e ora Fabio Ortolani           
Nella baita di via Cassa di Risparmio non ci si sta più, nonostante i lavori di ampliamento gestiti da Paolo Pedroni, un focoso Alpino bergamasco trasferitosi qui. Inoltre ci giunge lo sfratto del proprietario.
  La nuova sede in via della Geppa, anch’essa allestita e gestita dall’ infaticabile Pedroni, è più grande ed accogliente. In posizione centrale di fronte alla Stazione Ferroviaria, in uno dei più storici palazzi del Borgo Teresiano, da subito la sede si rivela adatta alle nostre esigenze.

Ultimo aggiornamento Sabato 16 Gennaio 2010 10:38  

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